Per la Festa de L'Unità di San Benedetto del Tronto ho scelto di partire da un elemento identitario della città: il profilo del porto, ricalcato come segno grafico centrale della locandina. Un gesto che trasforma la geografia urbana in un simbolo di comunità — quasi un abbraccio che tiene insieme il legame tra il territorio e l'evento. Per il lettering ho utilizzato Clash Display Semibold, lo stesso font della Festa Nazionale de L'Unità, richiamando così sia l'identità visiva nazionale sia l'estetica retrò di un quotidiano vintage, per un risultato che unisce radicamento locale e continuità con una tradizione più ampia.

Manifesto ufficiale 70x100 cm — Festa de L'Unità, San Benedetto del Tronto 2026. Il profilo del porto cittadino diventa segno grafico portante, in dialogo con la tipografia Clash Display Semibold, la stessa della Festa Nazionale de L'Unità.

Manifesto 70x100 cm, Festa de L'Unità — San Benedetto del Tronto, 2026. Versione finale.

Il sistema si espande

Dal manifesto ai grandi formati outdoor: banner 80x200 e vela 6x3 metri portano lo stesso segno identitario a una scala pensata per la lettura a distanza. La composizione si semplifica, ma il profilo del porto resta sempre riconoscibile, ancora di senso per l'intero progetto visivo.

Il sistema si racconta online

Sui canali social l'identità visiva si adatta a una fruizione rapida e ravvicinata. Post e stories Instagram reinterpretano lo stesso linguaggio — porto e tipografia — in chiave dinamica, pensata per il consumo da mobile, mantenendo continuità con il progetto principale.

Il sistema al servizio del pubblico

Menu, programmi giornalieri e programmi di dibattiti e musica completano il sistema grafico, traducendo l'identità visiva in strumenti informativi. Qui la grafica lascia più spazio ai contenuti — orari, nomi, luoghi — pur restando coerente con il resto della comunicazione dell'evento.

Il sistema indossato

Il progetto si conclude con un'applicazione più intima e diretta: la t-shirt per i volontari della festa. Il segno del porto, riadattato con una pennellata diversa e monocolore, e la tipografia Clash Display Semibold escono dai supporti stampati per diventare un elemento indossabile, che accompagna chi ha reso possibile l'evento giorno per giorno. Un modo per estendere l'identità visiva anche al corpo vivo della manifestazione — le persone che l'hanno costruita.

Logo semplice sul fronte, con scritta per identificare lo staff.

Logo PD sul retro, con informazioni sull’evento.

Colore Rosso Tango.

Il sistema si completa

A completare il progetto, una serie di materiali che accompagnano l'evento nelle sue diverse fasi e momenti: la locandina per l'evento di pre-festa, che anticipa l'identità visiva della manifestazione principale con un motivo che riprende i pannelli di dimensioni differenti della Festa de L’Unità di Roma 1972; le tovagliette con grafica personalizzata per gli stand gastronomici; con i loghi dei nostri sponsor e il programma completo, pensati per restituire in modo chiaro tutte le informazioni della tre giorni. Chiude questa sezione la mappa dello spazio della festa, disegnata a mano — un elemento che introduce un segno più personale e artigianale nel sistema grafico, restituendo anche visivamente il carattere di comunità dell'evento.

Dal digitale alla materia

Accanto al lavoro grafico digitale, il progetto ha trovato spazio anche in una dimensione più artigianale: le insegne in legno per la pizzeria, la gelateria e il banco del vintage della festa, dipinte a mano. Un passaggio che ha permesso di portare l'identità visiva della manifestazione anche negli spazi gastronomici e commerciali dell'evento, con un segno unico e non riproducibile, ispirato dai pannelli della Festa de L’Unità di Roma 1972, in dialogo diretto con il resto del progetto ma capace di raccontare un'attenzione al dettaglio e una cura manuale che completa — e in parte controbilancia — il lavoro digitale svolto altrove.

I prodotti finiti-le foto dalla Festa

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